Chirurgia estetica: l’importante è che sia etica e non solo (di) plastica

costi_chirurgia_plasticaLe ultime notizie provenienti dal mondo della chirurgia estetica parlano, e ci mostrano, labbra eccessivamente turgide, seni autoreggenti anche a 80 anni, epidermidi improbabili con lo scorrere del tempo. Il tutto per raggiungere un qualcosa, forse un modello, una qualcosa di irraggiungibile presente solo nella testa, che non è e non sarà mai concretamente raggiungibili. Come un’utopia, tale e quale.

Un altro fenomeno in aumento però è quello delle cosiddette “operazioni secondarie”, ossia interventi che servono a rimediare errori o complicanze causati o sorti in operazioni precedenti

Per questa ragione si sta alzando una sorta di vespaio all’interno del mondo della chirurgia pastica, ricostruttiva ed estetica, proprio perchè alcuni illustri esponenti della materia reputano ci sia un abuso di operazioni che sembrano più di taglia e cuci che di vera e propria chirurgia estetica.

E in effetti se c’è qualcosa di cui c’è fortemente bisogno in questo campo, dove sovente molti professionisti operano i propri pazienti in maniera sprovveduta, o pensando solo al conto in banca e meno alla loro salute, è proprio di una sensibilizzazione verso la necessità di certi interventi, verso la modalità con la quale si eseguono e verso, non ultimi, i propri pazienti.

Questi ultimi non sono solo pezzi di carne con parti da prendere, asportare, mettere in vaschetta, smantellare e ricucire, ma sono persone, e come tali vanno trattate. Esseri umani con una loro interiorità, sensibilità, identità e intelligenza. Anche quando i pazienti non sono così”avvertiti” è dovere del medico essere rigoroso per entrambi.

Basta dunque con la chirurgia invasiva, che sia con interventi principali  o con “operazioni secondarie” , basta con la plastica, con volti tutti uguali, con donne in serie che vedi sfrecciare in SUV nei quartieri alti.

Basta coi volti immobili e che non raccontano più nulla della persona che c’è dietro. Basta con la plastica. La chirurgia estetica e plastica, malgrado il gioco di parole, non è plastica. E’ vita, è aiutare le persone a recuperare qualcosa di loro stessi, forse la gioia di vivere, che forse un tempo era andata perduta. 

Ma l’inerpicarci sul filosofico e sul concettuale, per non dire sull’umano, non significa che l’attività di chirurgo debba essere presa, appunto, come quella di uno qualsiasi che taglia da una parte e aggiunge dall’altra. E’ vero, noi chirurghi siamo dei sarti, ma sotto di noi abbiamo delle persone e dobbiamo stare attenti. A rispettarle. A non farle di plastica. 

La chirurgia non è plastica.